L’uso del calore assieme alla pressione shiatsu è una tecnica di trattamento veramente potente. È sorprendente come l’uso del calore sia poco conosciuto per la sua valenza di trattamento “energetico”. La moxa ha proprietà “seccanti” di notevole efficacia che agiscono prosciugando l’umidità e allontanando il “freddo” .
Il suo uso è di particolare efficacia nei periodi invernali freddi e umidi ma le sue proprietà vanno ben aldilà di questo.
Il Cau, meglio conosciuto in occidente nella dizione giapponese di Moxa, e che significa “lavorare con il fuoco senza fiamma”, è una delle tradizioni taoiste più antiche. Questa tecnica, che unisce il calore ed il profumo delle erbe accese per prevenire molteplici disturbi in special modo quelli cronici e gli stati di debolezza acuta, è ancora oggi praticata sulle montagne e nelle campagne cinesi, oltre ad essersi diffusa in tutto l’oriente e ad essere relativamente conosciuta in occidente.
Il termine moxa si riferisce alla sostanza impiegata per effettuare la moxibustione, che consiste nel riscaldamento di aree cutanee, sovrastanti punti di agopuntura o percorsi energetici, al fine di ottenere una stimolazione dei punti e dei meridiani per trattare le disarmonie. La moxibustione è, comunque, una pratica della medicina cinese, ed era già menzionata sul Nei Jing (testo di medicina tradizionale cinese).
Cosa è?
Spesso nel trattare uno squilibrio energetico può essere necessario tonificare il Qi (energia/sangue), per questo motivo si ricorre all’uso della combustione dell’artemisia detta moxa. Questa tecnica antichissima risale allo stesso periodo dell’agopuntura le due pratiche sono infatti menzionate sull’antico testo di MTC Neijing Huangdi Sowen (Trattato di medicina interna dell’Imperatore Giallo).
La moxibustione può essere praticata infatti sugli stessi punti dove vengono inseriti gli aghi a parte alcuni ove è vietata, il concetto sul quale si fonda il trattamento è quello di riscaldare il Qi ed il sangue per favorirne lo scorrimento nei meridiani e nei vasi producendo la tonificazione, o la dispersione a seconda della tecnica utilizzata.
Tradizionalmente la moxa era praticata facendo dei piccoli coni di artemisia sui punti da stimolare che venivano incendiati. Il metodo è indicato per tonificare il Qi e per trattare le disarmonie provocate dal vento, dal freddo e dall’umidità, ma attraverso un accurato approfondimento delle tecniche di cauterizzazione si possono eseguire innumerevoli trattamenti per quasi tutte le disarmonie energetiche/strutturali/muscolari.
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